IL PEGORINO: AVVENTURA NELLA VALLE (VERDE)

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Il nostro giro parte da Canonica Lambro, proprio dietro villa Taverna, poche centinaia di metri prima della “sinistra” casettina in stile neogotico(?) che si trova sulla strada in direzione Gerno, per addentrarsi nell’incontaminata Valle del Rio Pegorino fino a raggiungere (quasi, noi non ci siamo arrivati) Tregasio, obiettivo e punto più a nord dell’itinerario.
Il percorso è assolutamente piacevole per i numerosi guadi, mai banale e avventuroso al punto giusto, tanto che è difficile dare indicazioni precise: come riferimento noi abbiamo tenuto il Rio Pegorino sempre alla nostra destra durante l’andata e l’abbiamo seguito senza perderlo d’occhio durante il ritorno. Ci siamo girati intorno, insomma, percorrendo un ipotetico itinerario ad anello in mezzo a boschi di robinie, carpini, farnie, ontani e frassini. In alcuni punti il ruscello deve essere necessariamente guadato, ma l’operazione non presenta particolari difficoltà e, nonostante le mille possibili deviazioni, durante il giro è impossibile perdersi.

Il nostro percorso: Canonica-Tregasio (quasi)-Canonica, lungo il Rio Pegorino
Partenza: parcheggio Canonica
Distanza in piano:  11 km
Tempo totale: ore  2:50
Difficoltà: facile
Altitudine minima:  178 m
Altitudine massima: 281 m
(dati Easy Trails)
Voto:****1/2


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Partenza da Canonica e, come si diceva, è necessario prendere il primo sentiero che dopo Villa Taverna entra a sinistra nel bosco.
Abbandonata la strada asfaltata, subito il primo quesito: sentiero che sale o sentiero che scende? Scegliamo di scendere incontrando subito il letto del Pegorino, per l’occasione asciutto. 

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L’effetto è quello di entrare in un “mare di verde”, in una foresta d’altri tempi, in un bosco da fiaba dei fratelli Grimm. Pino, che è con noi, è pure senza zaino, senza pezzettini di mollica per il ritorno quindi… Proprio un guaio…!

Un occasionale escursionista, che passeggia sicuro con un cane felice, dall’interno del fiume che non c’è, ci consiglia di scegliere tra percorso facile e percorso “bello”. Decidiamo di percorrere il percorso “bello” – che secondo noi non ha nulla di diverso dal percorso “facile” – ma ci fidiamo e procediamo decidendo di imboccare, al primo bivio, il sentiero che ci permette di tenere sulla destra il fiume in secca. Nell’orientamento ci aiuta il gps.

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Con qualche relativa difficoltà, in odore di avventura, puntiamo verso Tregasio arrivandoci (quasi) in poco più di un’ora, dopo aver attraversato campi coltivati, superato un gruppo di case girandoci intorno, poi di nuovo campi coltivati e una grande cascina ottocentesca. Qui, tenendo il sentiero sulla destra, giunti ai resti di una grande porta, segno tangibile e storico di una grande proprietà terriera del tempo che fu, decidiamo di ritornare.

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La porta, limite della nostra escursione domenicale

Decidiamo che l’ora è giunta perché Franco ha come al solito il pranzo (e la suocera) che l’aspetta, Pino “nonsicapiscebenecosa”. Siamo al giro di boa insomma. 

Dopo l’attraversamento della porta che fu, svoltiamo subito a destra e cerchiamo di raggiungere ancora la valle del Pegorino e il fiume che non c’è.

Raggiunto il Pegorino, dopo una decina di minuti e senza grossi affanni, lo attraversiamo all’altezza di un lavatoio, pare uno dei pochi punti di riferimento per chi arriva (e si perde) da queste parti.
Presa la larga strada sterrata che passa sopra il lavatoio, ritorniamo all’inizio del nostro percorso, avendo cura di seguire al contrario il letto del fiume.

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Il ritorno, come l’andata, piacerà moltissimo ai ragazzini, per l’attraversamento di piccoli guadi, per la sensazione costante di essersi persi proprio per la scarsità di segnalazioni e per la quantità di piccoli sentieri che attraversano la zona, ma sarà solo una sensazione perché basta semplicemente non abbandonare con la vista il letto del fiume. La valle, tutto sommato, non è estesa, ma solo fitta di vegetazione.

Il percorso ad anello è facile, molto molto rilassante ed estremamente appagante, soprattutto nella stagione più calda. Ci si può andare con cani, cavalli e biciclette. Da soli o in compagnia. Una bella sorpresa!

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