INVERIGO (E LURAGO): A SPASSO NEL TEMPO

Giro semplice e comodo, tra strade asfaltate e sterrate, cascine e fabbriche, tra residenze storiche e prati. Un itinerario, secondo noi, estremamente interessante, utile per comprendere il territorio e le sue trasformazioni. E forse per capire anche la Brianza in genere.
Percorso buono per tutti e per tutte le stagioni, adatto in qualsiasi condizione climatica: pioggia, sole, neve, grandine. Mmmhhh… magari la grandine no.
Le foto pubblicate fanno parte di tre diverse passeggiate/escursioni realizzate sul medesimo percorso. 




Aggiornato al 28 febbraio 2017

INVERIGO – LURAGO – INVERIGO

(giro ad anello)

Il nostro percorso: Inverigo, piazzetta antistante borgo Santa Maria della Noce – Pomelasca – Lurago (mercatino ogni prima domenica del mese) – Inverigo/La Rotonda – Inverigo/Il gigante – Inverigo, parcheggio Santa Maria della Noce

Velocità media: 3,5 km/h

Lunghezza in piano: circa 9,8 km
Tempo: 3:00 – 3:30
(dati EasyTrails)
Voto *****


Passo a prendere in auto Franco che sale lamentandosi. Non è mai stato così.  Ultimamente dichiara una grande varietà di acciacchi. Questa volta è il turno della schiena.

 

Parcheggiata l’auto, la prima cosa che vediamo è il suggestivo Viale dei Cipressi, in cima Villa Crivelli. (foto Enrico C)

 

Parcheggiata l’auto davanti all’accesso basso di Viale dei Cipressi, raggiungiamo la piccola frazione di Santa Maria della Noce dove troviamo il bel borgo, la relativa piazza del mercato (una volta importante per il commercio della seta) e l’omonimo Santuario, la cui origine ha inizio da una leggenda del 1500 e da un’apparizione della Vergine.

Usciti dall’arco, nella parte opposta della piazza, giriamo prima a sinistra e poi subito a destra per via Trento, seguendo poi via Alberto da Giussano, alla volta della frazione di Pomelasca (nel momento in cui scrivo pare che siano residenti 26 abitanti).

Giunti a Pomelasca si può così incontrare la tenuta e la villa dei Conti Sormani di Pomelasca che ospita ogni anno una simpatica festa campestre dedicata all’ambiente (in ottobre se ricordo bene). Lungo il nostro giro incroceremo poi un’altra Villa Sormani, ma sarà su un’altura e una volta raggiunta la zona di Lurago (via Mazzini, 16).

 

 

Accanto al complesso sorge un piccolo e appartato luogo sacro, con cappella dedicata alla Madonna (bella vista su Lurago e Inverigo). Dalla chiesetta rossa – alcuni la conoscono così – parte poi tutta una serie di piccoli percorsi che portano ad attraversare prati, boschi e giardini contribuendo a restituirci un’atmosfera un po’ fuori dal tempo.

Veramente un posto affascinante dove perderci un po’ di tempo gironzolando anche a caso (in un nostro recente girovagare abbiamo scoperto una cosa veramente interessante a cui dedicheremo presto il giusto spazio).

Dalla piccola “chiesa rossa”, seguendo la dritta stradina in pietra che parte dalla facciata, girando in fondo sulla sinistra, si può raggiungere velocemente il vicino Bosco della Bressanella, un posticino niente male dove un infaticabile giardiniere fino a qualche anno fa si era organizzato un piccolo giardino botanico, apprezzabile soprattutto nel periodo di fioritura. Recentemente pare che Claudio, l’appassionato giardiniere, soffra di mal di schiena, per questo motivo la recente trascuratezza del luogo solo qualche anno fa meta di visite da parte di scolaresche e curiosi.


Tornando dal bosco, Franco e io, prendiamo il primo sentiero che sulla destra dà nei campi, scendiamo verso la ferrovia costeggiandola e raggiungiamo di nuovo la chiesetta rossa per poi ridiscendere fino al passaggio a livello. Lo attraversiamo per prendere la primissima “sterrata”, che corre parallela alle rotaie. Il sentiero ci porta a costeggiare la vecchia Cascina Maria, permettendoci di arrivare ad un bivio, ai piedi di un alto muro. Qui teniamo la destra e continuiamo a seguire la piccola stradina fino a via Stallaggio che, attraversando un piccolo borgo, ci porta a Lurago e alla sua bella Villa Sormani.

 

 

Una delle ultime volte che ci siamo stati, un vivace mercatino (come documentato nella gallery) movimentava i dintorni della villa, occupando soprattutto via Mazzini che percorriamo tutta, raggiungendo la chiesa di San Giovanni Evangelista, edificata nel 1790 e poi rimaneggiata.

Da via Mazzini, tenendo sulla sinistra l’edificio religioso, continuiamo passando davanti al Battistero per poi trovarci ad un incrocio regolato da un semaforo. Qui cerchiamo via Sant’Andrea che percorriamo tutta fino a raggiungere di nuovo via Trento che prendiamo questa volta al contrario. 

Raggiunte le scuole giriamo a destra per via Rocchina prima, via Pollack  e Crivelli poi, per avvicinarci alla seconda parte della nostra visita che prevede “incontri” importanti: la mitica Rotonda di Inverigo, le misteriose Cariatidi e l’imponente Gigante, tutte presenti nella parte più alta del paese e che da sole valgono una passeggiata.


Attraversata (attenzione!) l’asfaltata via Al Gigante, ci portiamo in via Del Pescherino e arrivati alla congiunzione con la trafficata SP41, senza attraversarla, saliamo decisamente lungo la via sulla sinistra (via Curcetto) che, attraversando una bella zona residenziale, ci porta al cospetto di quella che enfaticamente abbiamo chiamato “mitica”: la celebre e celebrata La Rotonda (ora sede della Fondazione don Gnocchi), opera dell’architetto neoclassico Luigi Cagnola, realizzata tra il 1813 e la metà circa del successivo decennio, che si trova sul più alto colle di Inverigo (abbiamo previsto un piccolo profilo dell’opera su questo sito in un altro post).

 

 

Tra i nostri appunti e ricerche segnaliamo un interessante sito dedicato ad Inverigo (www.oltrelaclasse.it), probabile risultato di un laboratorio scolastico.
Da questo lavoro ci siamo permessi di estrapolare, con il loro  consenso, la parte dedicata proprio a La Rotonda e di pubblicarla in un articolo a sé, proprio per capirla meglio.

 

 

Prendendo poi la strada di fronte al cancello d’entrata, con alle spalle la villa, a circa metà, scendendo, abbiamo svoltato sulla sinistra (Sentiero del Gigante) entrando in un bel bosco di abeti. E’ qui che cercando e percorrendo il sentiero (di cui però conoscevamo l’esistenza), troviamo la bellissima serie di Cariatidi,  imponenti sculture utilizzate come colonne che adornano la villa.

 

 

Lasciate le enormi statue, riprendendo il sentiero nascosto nel verde, raggiungiamo la famosa zona chiamata Il Gigante di Inverigo,  con suggestiva vista sulla parte nord della Brianza e sulla Valle del Lambro. Questo posto è un luogo a me caro: quanti acquerelli ho realizzato qui quando pensavo che da adulto sarei finito a fare il pittore di santini!

 

 

Dalla scalinata di fronte a Il Gigante si scende per raggiungere la strada e, girando a destra, una volta giunti al curvone, si prende a sinistra e si raggiunge la chiesa di Sant’Ambrogio risalente al 1681, ma ampliata e, anche questa, rimaneggiata negli anni successivi. Oppure, in alternativa, è stato realizzato più recentemente un percorso più sicuro che si trova a un centinaio di metri a destra, sulla strada asfaltata (via Al Gigante), sul lato opposto del termine della scalinata. Una volta imboccato porta anche questo al viale alberato che conduce alla chiesa di Sant’Ambrogio.

Una volta arrivati all’edificio religioso purtroppo però non si può, al momento (febbraio 2017), prendere a sinistra per entrare nel piccolo e una volta affascinante borgo medievale perché è ora in fase di ristrutturazione e di riqualificazione. Per concludere la passeggiata e tornare al bellissimo Viale dei Cipressi d’inizio percorso, è necessario passare dietro la chiesa, scendere, attraversare la strada (sempre con molta attenzione nonostante la presenza di un semaforo), raggiungere il cimitero e prendere la piccola strada erbosa che ha inizio di fianco alla casa che ospita un fioraio.

Percorsa per intero la piacevole stradina, accompagnati sempre dal poco piacevole abbaiare dei cani delle vicine abitazioni, incrociamo così il suggestivo Viale dei Cipressi, ultimo incontro di un itinerario che ci ha portato “a spasso nel tempo”, dispiaciuti solo di non aver potuto rivedere e apprezzare l’antico borgo di Inverigo.

Se ritenete il percorso un po’ lungo, potete sempre dividerlo in due parti. Potete girare prima la parte a nord e poi quella a sud del borgo di Santa Maria della Noce. Vivrete comunque un’esperienza unica “a spasso nel tempo”.

GVMass

 

gallery






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