VIOLA MAMMOLA
[Viola Odorata]

“Viola dall’intensa fragranza caratterizzata da lunghi steli retti e foglie tondeggianti, poi cuoriformi, raccolte in rosetta…”. Inutile dilungarsi sulle caratteristiche di questo fiore gentile, tra i primi ad annunciare la primavera dopo il sonno invernale e a diffondere pian piano nell’aria un profumo “bon ton” d’altri tempi.

Utilizzata come emblema di casati e alte classi sociali, appuntata agli abiti come simbolo (forse!) di modestia, onestà e pudore di dame e cavalieri della Belle Epoque, la violetta estasiò la duchessa di Parma, Maria Luigia d’Austria seconda moglie di Napoleone, che riuscì a farsi distillare da frati parmensi un profumo a lei caro dalla ricetta segreta, gelosamente custodita poi da un noto profumiere di fine ’800. Tramandata fino ai giorni nostri, la fragranza denominata ”Violetta di Parma” è tornata ad essere un punto di riferimento dell’Arte profumiera italiana.

Della Viola Mammola si utilizzano: le giovani foglie ancora socchiuse per arricchire insalate ed addensare minestre, zuppe e salse; i fiori profumati, che sbocciano tra marzo e aprile, da candire con zucchero fuso caramellato e poi essiccati in forno a bassissima temperatura oppure per preparare sciroppi aromatici, dal bel colore viola tendente al fucsia. Aggiunti freschi alle insalate donano un tocco di colore gentile così come utilizzati per rifinire e guarnire piatti di ogni genere.

Molte sono le viole commestibili: le bianche, le gialle o quelle del pensiero, che solitamente vengono utilizzate a scopo ornamentale, chiaramente andranno consumate solo se non trattate con prodotti chimici oppure evitando di cogliere le specie protette.
Solo le Viole Odorate però sono profumate!

Per averne sempre a disposizione, tutte le specie possono essere propagate per seme oppure dividendo la rosetta ed interrando in vasi o in giardino le parti private delle foglie morte o troppo vecchie.