SCIROPPO DI PRIMAVERA

Già ai primi tepori timidamente spiegano i loro petali, a volte diafani altre più saturi di colore, per poi quasi riaddormentarsi, riparandosi tra le foglie cuoriformi e lucenti che, senza scampo, si flettono sotto il peso di una fitta nevicata un po’ fuori tempo.
Sono le violette, belle e raffinate, che dissolvono pian piano nell’aria un profumo “bon ton”
d’altri tempi.

L’abilità alchemica di alcuni frati catturò la fragranza del fiore prediletto da Maria Luigia d’Austria, seconda moglie di Napoleone e duchessa di Parma, creandone un profumo a lei dedicato divenuto poi simbolo della città.
Un mazzolino di queste Viole Odorate, della stessa famiglia di quelle dette del Pensiero ma prive di profumo, suscita piacevoli ricordi giovanili a nonne e mamme (anche alla mia di mamma!). Che sia per la radice del loro nome comune… Mammole?

Nome comune o scientifico a parte, è il loro colore, forse scaramantico ma fascinoso, e il loro inebriante profumo che mi è piaciuto conservare in sciroppo.

Ho seguito passo passo una tra le tante ricette scovate e conservate negli anni, un po’ incredula sull’esito finale che raccontava di un bel colore tendente al fucsia e di uno spiccato aroma primaverile… ho dovuto ricredermi!
La panna cotta cosparsa di questo dolce nettare è stata sublime! Provare per credere!

Trovate la ricetta dello sciroppo nella sezione “Le ricette verdi di Zia Ste” e la descrizione della Viola Mammola in quella “Le piante di Zia Ste”.

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